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Le liberalizzazioni non sempre sortiscono gli effetti sperati! Hanno funzionato certamente per i cellulari e i collegamenti internet. Dove le tariffe sono continuate a scendere negli ultimi anni. Anche nel settore finanziario, hanno prodotto benefici soprattutto dopo l’avvento dei servizi on line.
Dove l’apertura alla concorrenza non ha raggiunto il suo scopo, se non in misura irrisoria per le tasche degli italiani, è il mercato dell’energia elettrica.
Dove l’ex monopolista continua ad avere un peso decisivo su tutti gli altri e non c’è mai stata una vera guerra di offerte grazie alle quali un consumatore attento avrebbe potuto trarre risparmi.
Semplificando: il mercato è stato completamente liberalizzato nel 2003, ma non esiste una vera concorrenza. In pratica, sia le famiglie che le partite Iva e le Pmi possono scegliere liberamente con quale gestore sottoscrivere il contratto di fornitura dell’elettricità. Ma questo non si è tradotto in una diminuzione delle bollette. Le quali rimangono, per buona parte delle famiglie, tra le più alte dell’Unione Europea. Basta leggere le tabelle pubblicate nella relazione annuale dell’Autorità per l’energia. Soltanto chi consuma meno di 2500 kilowattora all’anno può vantare prezzi medi leggermente inferiori della media Ue. Per tutte le altre fasce di consumo superiori, gli utenti pagano quasi il doppio della media degli altri stati membri.