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Sintetizziamo questo tragi-comico momento del Marsala 1912, ormai ad un passo dal baratro, con alcune frasi delle chilometriche interviste che i dirigenti/azionisti del Marsala 1912 ci hanno dichiarato ai microfoni di Canale 2 e Radio Azzurra.

Naturalmente queste frasi sono ascoltabili on-line, basta che posizionate i vostri occhi verso destra per constatare la presenza dei video.

Tutto ha avuto inizio subito dopo la retrocessione, sancita dal campo, dopo la sconfitta interna nella gara di play out contro la Palmese.

Iniziamo col Presidente Bonafede: “Alla mia cordata non interessa più il Marsala 1912 e io domani mi dimetto. Tutto era legato alla permanenza in serie D”

Matteo Gerardi: “Solo alla morte non c’è rimedio, lo sanno tutti che non eravamo una società forte, nonostante tutto siamo riusciti a concludere il campionato e con un pò di fortuna in più avremmo evitato questa retrocessione. Io mi sono dimesso, come già annunciato a fine marzo, adesso voglio vedere chi vuole rilevare il Marsala

A questo punto scendeva in campo Luigi Vinci: “Sono interessato a rilevare il Marsala 1912 (Top Sport del 3 giugno) mi accollerò tutti i debiti, ma gli attuali dirigenti debbono andarsene tutti, voglio piazza pulita, quindi debbono rinunciare alle loro quote, in cambio sistemerò i conti della società, al massimo posso concedere loro un bonus di 10mila euro“.

Le trattative si facevano molto intense con Matteo Gerardi nelle vesti di mediatore.

Andiamo allo speciale andato in onda su Radio Azzurra, datato 6 giugno 2016.

Rispuntava la cordata Bonafede, con un fantomatico finanziatore che però non doveva essere citato perchè non piaceva apparire. In quella trasmissione parlò Salvatore Giacalone, ex presidente del Marsala 1912: “Nel 2012, dopo la retrocessione in eccellenza, non avevamo più risorse economiche e abbiamo trasferito, in forma gratuita il 50% del mio gruppo, è chiaro che Gerardi & C. si sobbarcarono i debiti maturati nella nostra gestione“.

In quella trasmissione parlò anche Salvatore Mannone, vicepresidenete nonchè azionista con il 15,28%: “Voi della stampa state facendo troppe pressioni! ci vuole calma, non abbiamo ancora dato una risposta a Vinci perchè stiamo dando precedenza alla cordata di Bonafede che è il nostro attuale presidente. Ci vuole calma per fare le cose per bene, non ci pressate per favore“.

Infine, Luigi Vinci, sempre a ribadire i suoi concetti cardini per rilevare la società: “Non mi fido di queste persone, ho intenzione di rilevare la società ma voglio il comando totale della società“.

Passiamo alla trasmissione del 17 giugno.

La società poneva le condizioni, occorrevano 144mila euro tra iscrizione e debiti per operare il passaggio societario, ma in quella cifra erano previsti i 30mila euro per il Signor Occhipinti, visto che abbiamo appreso in diretta, nella trasmissione dell’8 luglio che occorre questa cifra affinchè rinunci a tali quote?

Ecco, in sintesi, Vinci: “Accetto! possiamo andare dal notaio con gli assegni, ma loro debbono garantirmi una penale nel caso in cui l’operazione non avesse successo” (Penale che ha comportato la mancata risposta all’ultimatum di Vinci nei giorni successivi. Però un NO a questo ultimatum lo si poteva dare o no?).

Successivamente Matteo Gerardi: “Credo che possiamo dire che l’accordo è virtualmente raggiunto, bisogna sedersi ora attorno ad un tavolo, per definire il tutto”.

Poi Bonafede: “La mia cordata si ritira, domani, attraverso un comunicato stampa, annuncerò le mie dimissioni”. (Per la seconda volta dimissioni andate in fumo“.

Trascorrevano le giornate, Vinci si diceva stanco e deluso per la mancata risposta… Bonafede lavorava a riflettori spenti, stava per nascere un grande Marsala, con un imprenditore della provincia pronto a investire nel Marsala, ma solo in caso di ripescaggio. Allora occorrevano i soldi per presentare domanda e iscrizione. Le persone a cui lui faceva affidamento non erano in realtà disposte o nelle condizioni di procurare tale cifra… Saltava la prima conferenza stampa perchè l’importante imprenditore da presentare alla città era fuori sede e il volo di ritorno portava vistoso ritardo, meglio rinviare magari alla prossima settimana… comunque non ci sono problemi!

Mancavano pochi giorni al fatidico 8 luglio, termine ultimo per la presentazione della domanda di ripescaggio in D. (Azzurra sport del 4 luglio)

In studio l’assessore Cerniglia, che sottolineava tutta la vicinanza al Club, senza però poter aiutare in termini economici, vista la paralisi economica dettata da una serie di fattori. Però il Presidente Bonafede ci rincuorava: “Non capisco i tifosi perchè criticanok, stiamo facendo cose belle, avremo un grande Marsala. Ci sono grossi capitali per andare in Legapro. Giovedì saremo a Roma per presentare la documentazione

Poi arriva il momento del signor Occhipinti: “Ci sono state delle trattative e abbiamo preferito la cordata di Bonafede, perchè finanziariamente ci ha dato maggiori garanzie, anzi pagherà anche dei debiti extra”.

Infine, l’ultima trasmissione, quella delle accuse reciproche dell’8 luglio, dopo la mancata presentazione della domanda di ripescaggio, di rilievo ancora una volta le dichirazioni di Occhipinti: “Ero impossibilitato a recarmi dal loro legale per firmare quel foglio che comunque avevo avallato telefonicamente, Dio vi punirà per le menzogne che andate dicendo. Matteo Gerardi da cosa si è dimesso? chi ha amministrato in questi anni il Marsala? non ho remore a parlare, non mi nascondo! E’ una vergogna, avete fatto per un mese un complotto”. Poi ha anche detto altro: “Le mie quote costano 30mila euro, io i regali posso farli solo ai miei figli. A Roma la fidejussione dello scorso anno è stata garantita da me e Mannone!”