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Il Geologo Nocitra: “Già 40 anni fà sollevai il problema dando le possibili soluzioni, ma nessuno mi ascoltò”

Il dissesto idrogeologico rappresenta per il nostro Paese un problema molto rilevante, visti i tantissimi danni arrecati ai beni e, soprattutto, la perdita di moltissime vite umane. In Italia il rischio idrogeologico è molto diffuso e si presenta in modo differente a seconda dell’assetto geo-morfologico del territorio: manifestandosi con frane, eson-dazioni e dissesti morfologici di carattere torrentizio, trasporto di massa lungo le conoidi nelle zone montane e collinari, esondazioni e sprofondamenti nelle zone collinari e di pianura.
Per quanto concerne il nostro territorio, rischia tantissimo lo Stagnone di Marsala. E allora salviamolo! La zona di San Teodoro, infatti, è in pericolo per via di un inadeguato ricambio d’acqua, si sta asciugando con risvolti negativi sulla flora e fauna.
La posidonia, infatti, non c’è più. Inoltre, le bocche che assicurano il ricambio dell’acqua vengono ostruite dai rifiuti provenienti dal “Torrente Birgi”.
Il fatto che se ne parli tanto senza trovare una vera soluzione, fa capire che, in realtà, si facciano soltanto “chiacchiere” senza costrutto. La realtà vede il pericolo progressivo che questo “paradiso terrestre” possa subire delle alterazioni preoccupanti ed occorre, senza perdere ancora tempo, trovare le opportune soluzioni. Lo Stagnone rischia di morire e purtroppo in un silenzio “assordante”.
Il sottosuolo di Marsala in vaste zone è vuoto. Il centro storico è carat-terizzato da antichissimi cunicoli che collegavano vari punti della città, e, nelle periferie ci sono le cave in disuso senza dimenticare la zona dello stadio.
Il Sindaco si sta muovendo per un’importante ricognizione del sottosuolo marsalese. Per avviare un serio progetto occorrerà, sicu-ramente, chiedere aiuto alla Comunità Europea.
Il geologo, Leonardo Nocitra, già nel 1977, aveva dichiarato, attraverso il mensile di informazione “Geologi”, gli accorgimenti, oggi giorno ancora attuali, necessari per scongiurare possibili disastri nella nostra città. Eccoli:
1) Che la Commissione Comunale Edilizia abbia ad approvare progetti di costruzione di edifici solo se corredati da relazioni geologiche firmate da geologi;
2) Che abbia a far parte dell’organico del Comune un geologo abilitato alla professione che dovrà far parte di diritto della Commissione Comunale Edilizia;
3) Un rilevamento che dovrebbe essere eseguito da un gruppo di tecnici da cui dovrebbero far parte, un bravo topografo, un geologo, un ingegnere edile, un architetto, del sottosuolo della città e dei suoi dintorni per:
a) accertare le dimensioni dei vuoti, dei pilastri, dei diaframmi, dei tetti e il loro stato e quindi le loro capacità portanti;
b) la redazione di una carta topografica sotterranea a grande scala indispensabile per qualsiasi programma edilizio.

Ecco, inoltre, il suo pensiero per quanto concerne lo Stagnone, versante San Teodoro:
“Siamo in presenza di un interrimento causato dalle alluvioni argillose-limose trasportate dal Torrente Birgi. Il fenomeno è in attività da quando nel 1936 il Consorzio di Bonifica del Birgi ne ha rettificato l’Alveo.
Esso è stato raddrizzato e fatto sfociare non dove aveva la sua foce naturale, ma a meno di 2 Km dallo stretto o Bocca di S. Teodoro”.
La soluzione potrebbe essere un invaso idrico in C.da Marcanzotta, che avrebbe due funzioni: raccogliere l’acqua dolce da utilizzare soprattutto per fini irriqui e nel frattempo servirebbe a bloccare la componente solida delle alluvioni, trasportate dalla corrente del Torrente Birgi.

Nicola Donato

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