L’Avv. G. Ivan Gerardi, Consigliere comunale, ai fini della formulazione della seguente interrogazione: in materia di misure tecnico –  amministrative da adottare con urgenza al fine di alleviare la grave crisi che si registra in questi ultimi anni nel comparto dell’ edilizia privata locale, PREMETTE ,  RILEVA  E PRECISA quanto segue:

– Il comparto dell’ edilizia privata attraversa, com’è noto, una fase di crisi di estrema gravità, imputabile, oltre che alle ben note negatività economiche di carattere generale e locale, alla inadeguatezza della disciplina urbanistica comunale, soprattutto con riguardo  a talune  limitazioni edificatorie “zonali”, ormai manifestamente incongrue;

– del resto  da un piano urbanistico comprensoriale ideato nel lontano 1968 (legge  regionale n. 1/1968) – peraltro a seguito di un evento eccezionale, quale fu il disastroso terremo che si registrò in quell’ anno – non si può pretendere, a distanza di quasi mezzo secolo, una maggiore adeguatezza previsionale;

– neanche è lecito sperare, d’altronde, nella definizione, entro tempi ragionevolmente brevi, di un nuovo Piano Regolatore generale che consenta di riequilibrare le previsioni edificatorie nelle diverse zone (con riferimento sia al centro urbano che alle diverse contrade) in relazione a taluni elementi di valutazione di particolare rilevanza (accertato disinteresse edificatorio in qualche località, realizzazione nuove opere di urbanizzazione modificative dell’assetto urbanistico originario etc.)

– per tentare di rilanciare in qualche modo l’interesse edificatorio dei privati sarebbe sicuramente utile – anzi “provvidenziale”-  << liberalizzare il trasferimento della cubatura edilizia>>, quanto meno nell’ambito delle zone edificabili omogenee, in relazione al disposto dell’art. 5- comma 1 sub lettera “C” e comma 3- del D.L. 13/02/2011 n. 70( Decreto per lo sviluppo economico 2012, ),convertito nella legge 106/2011, sentenza Consiglio di Stato n. 4861 del 21 novembre 2016;

– la liberalizzazione  di cui sopra in altri Comuni  << di questa stessa Nazione>> è stata introdotta, previa definizione di una semplice procedura per l’annotazione formale, da parte del competente ufficio/servizio Comunale, dei trasferimenti dei diritti edificatori formalizzati con atti registrati e trascritti ai sensi del disposto di cui al n. 2/bis dell’art. 2643 del codice civile, come introdotto dall’ art. 5 del D.L. 70/2011 in precedenza citato;

– ovviamente la suddetta liberalizzazione prescinde anche da particolari verifiche preventive e né richiede la sussistenza di particolari presupposti tecnico/logistici, potendo avvenire il trasferimento della cubatura edilizia in questio né anche al di fuori degli spazi di contiguità dei lotti edificabili e, quindi, pure su terreni censiti catastalmente in fogli diversi;

– per approfondire il tema è sufficiente dare una occhiata ai numerosi studi eseguiti, di recente, dal Consiglio Nazionale del Notariato e pubblicati sul relativo sito “internet” ( studio n. 540-2014 T- seduta 2-3 ottobre 2014 ed altri approfondimenti tematici).

Tutto ciò premesso, rilevato e precisato, il sottoscritto, a termini  di legge e di regolamento del Consiglio,

INTERROGA

La S. V.  al fine di sapere:

– se, nell’ambito delle Sue competenze, intende attivarsi – ed in caso affermativo, in quale modo – per permettere, anche ai cittadini del Comune di Marsala, di avvalersi del principio giuridico della liberalizzazione dei trasferimenti dei diritti edificatori, in relazione alla normativa richiamata in premessa, nell’ ottica di soddisfare specifiche esigenze dei cittadini/utenti, rilanciando nel contempo il comparto dell’ edilizia privata che attraversa attualmente un grave momento di crisi;

– se, in particolare, intende proporre al consiglio – se del caso previa deliberazione – l’adozione di specifiche disposizioni regolamentari, mirate a disciplinare la fattispecie in maniera esaustiva ed uniforme, in modo da evitare che, nel competente ambito burocratico, abbiano a verificarsi remore o incertezze operative, di carattere procedurale e/o gestionale, imputabili ad una carente regolamentazione di base.

CHIEDE

Che l’interrogazione di cui sopra venga riscontrata nella prossima adunanza consiliare nonché per iscritto a termini di Regolamento.