Flavio Lipani – Ecco cosa resterà di quella che era attesa da tutti come una magica serata di sport, determinante per la permanenza della Sigel Marsala nel campionato di serie A2 femminile di pallavolo e che invece si è tramutata in un frammento indelebile di vergogna collettiva per la comunità marsalese. Un frammento che ha fatto comprendere una volta di più come l’impiantistica sportiva a Marsala e non solo a Marsala sia costantemente considerata alla stregua del nulla o poco più dalle amministrazioni comunali di turno, invece che venire assurta a fiore all’occhiello e prezioso biglietto da visita per l’intera comunità civile e sportiva. Piove, governo ladro, verrebbe da dire, quantomeno governo cittadino senza rossore né vergogna per la figuraccia rimediata in ambito nazionale. Per l’ennesima volta la copertura del PalaBellina non ha retto alle copiose piogge di queste ultime ore, vomitando sul taraflex marsalese tutta la sua cinica prepotenza, seppur siano stati effettuati diversi interventi di manutenzione, purtroppo, con pessimi risultati e si attende che la ditta appaltatrice, li riesegua a proprie spese, al più presto.
In “slalom” tra secchi, stracci e l’insipiente ilarità dei presenti, la circostanza ha costretto gli arbitri, il veronese Massimo Piubelli (nei quadri di serie A1) ed il palermitano Sergio Pecoraro, a non far disputare la sfida tra la Sigel e la Gioiellerie Bartoccini Perugia per inagibilità del terreno di gioco ed a stilare apposito referto. La “patata bollente” passa adesso nelle mani del Giudice di lega, il quale, forse già entro venerdì, stabilirà sul da farsi. Le alternative sono due. La prima prevede la sconfitta a tavolino per 0-3 della Sigel (che in questo caso saluterebbe in pratica la serie A2, ma a questa eventualità non vogliamo nemmeno pensare). L’altra, più probabile, prevede invece che la partita venga rigiocata (con nuova data da stabilire e da concordare preventivamente con la società umbra), con spese di trasferta ed altri oneri in favore della Bartoccini Perugia a carico della Sigel Marsala. Il danno, pratico e d’immagine (soprattutto per gli sponsor della società azzurra) è bello che confezionato, oramai. Non resta che attendere e sperare. Per questo motivo e per tanto altro ancora, l’immagine finale delle due giocatrici perugine sedute nel canottino, intente a far finta di versarsi l’acqua di una bottiglia in testa, se da un lato ci fa sorridere, dall’altro ci impone una riflessione seria. E ci fa vergognare. Tanto. Nella speranza che la fotografia sia vista anche da qualcuno che alloggia nelle asettiche stanze del Palazzo di città…