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Bisogno esagerato di controllare il proprio profilo, tendenza all’isolamento dal mondo reale e facilità a cadere in depressione: sono alcuni sintomi dell’uso eccessivo e sbagliato dei social network. Una nevrosi che paradossalmente colpisce soprattutto gli adulti, ma da cui è relativamente facile guarire. Come ci racconta in prima persona chi è riuscito a liberarsi da questa dipendenza, tornando ad usare in maniera sana gli infiniti strumenti messi a disposizione da un mondo in continua evoluzione. Una ragazza dichiara:“L’ho fatto perché di Facebook ero diventata dipendente. Non solo non ero riuscita a dosare la mia presenza social, ma soprattutto non avevo dominato la compulsione di guardare perennemente lo schermo del telefonino muovendo in alto l’indice. Dalla mattina – ancora nel letto – alla colazione, passando per il bagno. Poi in macchina – al semaforo nessuno suona più quando scatta il rosso, come te stanno tutti chattando su Facebook – al lavoro, dopo il lavoro, durante l’aperitivo mentre l’amico parla e tu lo ascolti ma non lo guardi perché gli occhi sono incollati sulla pagina biancoblu, a cena, dopocena, al cinema, al concerto, a letto. Addormentarsi su Facebook. Come se fosse normale”. Non tutti purtroppo ne sanno fare un uso moderato e gli eccessi possono diventare patologia.