Ciò che si riscontra nel rapporto tra il settore pubblico e quello privato è troppo spesso l’eccessiva burocrazia, anche negli scambi commerciali, che di fatto creano rallentamenti sul piano dello sviluppo economico. Il disegno di legge depositato dal Gruppo di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana mira a rendere più veloci e concreti i rapporti tra i due attori sociali, attraverso l’introduzione della moneta complementare, uno strumento finanziario che sta già ottenendo ottimi risultati in almeno 11 regioni italiane.

Aumentare la capacità di spesa, superare l’intermediazione finanziaria e ovviare ai costi che la medesima comporta sono alcuni dei vantaggi di cui si potrebbe beneficiare adottando un sistema monetario che non è in antitesi con quello europeo, bensì lo integra poiché già esistente nel settore economico privato.

Il Capogruppo di Forza Italia all’Ars, on. Tommaso Calderone, primo firmatario del ddl in questione, punta sulla compensazione multilaterale che coinvolge tanto il pubblico quanto il privato. “La crisi che stringe in una morsa spietata la nostra economia – sottolinea Calderone – unita al tasso di disoccupazione che specie al Sud è drammaticamente esteso, impongono una riflessione sull’adozione di strumenti alternativi che rinvigoriscano il potere d’acquisto sempre più ai minimi storici. La nostra proposta mira all’estensione di ciò che già è presente nel diritto privato, allargandolo alla sfera pubblica, coinvolgendo le Amministrazioni locali nella costituzione di Enti Consortili in cui la moneta complementare è accettata come metodi di pagamento alternativo, che velocizzi gli scambi e la distribuzione di beni, servizi e lavoro. Una mutua compensazione di crediti e debiti che facilitino i pagamenti tra persone fisiche, imprese e soggetti pubblici consorziati”.

“Ai Comuni che daranno la propria disponibilità – conclude il Capogruppo di Forza Italia – sarà chiesto di tenere aggiornata la propria capacità di spesa mediante lo strumento di compensazione. La moneta complementare ad ogni modo non potranno comportare obblighi di corresponsione in denaro da parte dell’Ente locale. Di conseguenza non potrà essere catalogabile come attività o passività all’interno dei documenti contabili comun32 delle Autonomie Locali avrà il compito di vigilare affinché il sistema di pagamento e riscossione non generi irregolarità o violi le norme finanziarie comunitarie. Anche l’assessore Armao, da studioso quale è, ha già trattato l’argomento e siamo certi ci darà il suo prezioso contributo”.