Non c’è pace per l’ospedale Paolo Borsellino di Marsala ancora una volta nell’occhio del ciclone e stavolta non per via delle estenuanti code al Pronto Soccorso dovute alla cronica carenza di personale, ma a causa della pesante accusa mossa a due primari del nosocomio lilibetano, indagati con l’accusa di peculato continuato. Si tratta di Giuseppe Ribaudo direttore del reparto di chirurgia generale e del primario di neurologia Michele Abrignani. Per quest’ultimo la procura di Marsala ha chiesto il rinvio a giudizio, mentre al primo è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Per entrambi l’accusa è di aver intascato somme versate da alcuni pazienti per visite mediche specialistiche intramoenia effettuate nei loro studi privati, invece che versarle all’Asp. L’indagine condotta dalla sezione pg della Guardia di Finanza presso la Procura di Marsala è coordinata dal procuratore Alberto Di Pisa e dal sostituto Anna Sessa.

Le Fiamme Gialle tramite appostamenti nelle vicinanze degli studi privati dei due primari, hanno appurato che i pazienti, non consapevoli del rapporto di esclusiva che i medici ospedalieri hanno nei confronti della struttura pubblica di cui sono dipendenti, versavano le somme dovute direttamente ai due specialisti che le intascavano. Per evitare quello che più che un caso isolato potrebbe rivelarsi “fenomeno consolidato” da quest’anno i medici dipendenti di strutture pubbliche potranno effettuare visite solo in locali dell’Asp.