Sembrava cosa fatta la stipula della convenzione, tra l’amministrazione comunale e il marsala calcio, grazie alla quale il sodalizio azzurro gestirebbe lo stadio “Nino Lombardo Angotta” per i prossimi cinque anni. Evidentemente qualcosa non sta andando per il verso giusto, lo captiamo dalle bocche cucite da una parte e l’altra e soprattutto perché la firma slitta di giorno in giorno. Il futuro di una società di calcio è legato all’impianto che può disporre per giocare soprattutto le gare ufficiali. Lo stadio ti permette di avere un utile derivante dagli incassi domenicali, di gestire la pubblicità per sostenere le spese del campionato, ma occorre che l’impianto sia anche mantenuto bene, il terreno di gioco se in erba, deve essere calpestato il meno possibile, ma uno stadio dignitoso deve disporre anche di spogliatoi puliti ed accoglienti,  servizi igienici adeguati e sistema elettrico ed idrico funzionale. In questo stadio, non da ora, si tira a campare, a rattoppare, o come si dice dalle nostre parti ad “accummurare”… Le nostre per ora sono deduzioni, speriamo anzi che già nella giornata di venerdì si metta nero su bianco, ma crediamo che ciò sia tutt’altro che scontato, altrimenti si sarebbe già fatto nei giorni passati.

Occupiamoci ora del terreno di gioco, c’è da fare un bell’investimento, spendere non  meno di 60mila per far rinascere l’erba nel tappeto marrone dello stadio, chi li deve spendere questi soldi? Il Marsala calcio che per non rovinare il terreno di gioco si allena e lo farà per tutta la stagione a Strasatti sostenendo una certa spesa mensile, quindi gli azzurri utilizzerebbero il Municipale solo per le gare interne, cioè due volte al mese. Questi 60mila euro debbono essere utilizzati oltre che per il terreno di gioco anche per l’acquisto di panchine nuove, quanto meno più robuste, che resistano alle nostre frequenti folate di scirocco, e dare una sistemata agli spogliatoi (in gergo una bella “allattata”), al culmine dei lavori il Marsala calcio, grazie ad un emendamento votato in Consiglio Comunale, recupererebbe dal Comune la metà dei soldi spesi. Noi non facciamo parte di alcuna consulta, non siamo politici, non abbiamo padroni e quindi proponiamo le nostre libere idee. Come si potrebbe non vanificare il lavoro dell’azienda che dovrebbe occuparsi della risemina dello stadio? Bene, l’emendamento prevede un “impinguamento”, se necessario, ai 30mila euro, presumiamo di altri 5/7/10 mila euro. Perché non utilizzarli per smantellare la struttura in ferro dell’ex campo di bocce, il pallone pressostatico, da anni abbandonato e creare un campo in terra battuta sfruttando anche parte del parcheggio interno allo stadio,  (oppure lasciare il pallone pressostatico e creare due campi più piccoli, uno indoor e uno outdoor) per come si evince dalla foto qui pubblicata? Occorre un piccolo investimento, non bisogna fare alcuna cementificazione, una situazione del genere già esisteva in questo impianto fino agli anni ottanta, prima che venisse creata la pista di atletica leggera. Non ditemi che non si può fare, perché la ritengo una falsità. In questo stadio, nel corso dei decenni, è stato fatto di tutto, gradinata adibita a magazzino per attività estranee allo sport, curva con annesse baracche che complicano alle forze dell’ordine il compito di mantenere i requisiti minimi di ordine pubblico durante le partite e, lato palazzetto, l’ex spogliatoio del basket è diventato la sala mensa dei poveri. Volere è potere, non lasciamo morire questa idea che proporremo sia all’amministrazione che al Consiglio Comunale, che è assolutamente fattibile e che potrebbe risolvere gran parte dei problemi di questo stadio, visto che mancano le strutture alternative a Marsala.