LE SALINE DELLA LAGUNA, UNA STORIA PLURISECOLARE Un luogo suggestivo, dove la “cultura del sale” ha plasmato il territorio nel solco di una tradizione plurisecolare, tramandata da generazioni. Il sale marino, nella tradizione di questo lembo di Sicilia, viene ottenuto per evaporazione dell’acqua di mare, secondo un semplice ed ingegnoso metodo di “distillazione frazionata” artigianale, che consente di esaltarne le qualità. Una storia antica – Lo sfruttamento della zona costiera tra Trapani e Marsala risale al tempo dei Fenici che, accortosi delle condizioni estremamente favorevoli, vi impiantarono delle vasche per ricavare il sale, poi esportato in tutto il bacino del Mediterraneo.
Da qui ha inizio il sistematico sfruttamento di questa porzione di terra, bagnata da acque basse e caratterizzata da temperature spesso elevate e da condizioni climatiche (primo fra tutti il vento che favorisce l’evaporazione) particolarmente adatte all’estrazione di questo prezioso elemento, indispensabile alla vita dell’uomo.
I SALINARI Il loro lavoro è davvero faticoso e lo sanno fare molto bene; essi spalano il prezioso sale dal fondo della salina sulle carriole e poi sul nastro trasportatore, Il sale viene raccolto a mano con pala e carriola, e si fanno cumuli di sale negli arioni, ossia negli spazi davanti alle vasche salanti. Osservandoli da vicino, non c’è stanchezza nei loro volti, in quanto sanno benissimo che la loro attivita’ è quella tramandata dai fenici, un mestiere antico e fondamentale per il territorio. I salinari lavorano insieme da tempo, sono una squadra compatta, unita, ognuno svolge la propria mansione con grande autonomia e professionalita’, rappresentando una categoria di lavoratori verace che da lustro ad un intera citta’, orgogliosa di avere loro, i “gladiatori” del sale.