Agricoltura, commercio e artigianato in preoccupante calo nel trapanese

“Incrementare l’attrattività degli investimenti nel territorio per creare occupazione”. E’ questa la chiave per uscire dalla crisi economica che attanaglia il nostro territorio secondo il segretario generale della Uil Trapani Eugenio Tumbarello.
“Negli ultimi anni – spiega – abbiamo assistito a un calo costante del numero dei lavoratori nei vari settori produttivi, e in particolare in quelli che da sempre hanno tenuto in piedi la vita economica della nostra provincia. Guardando ai numeri forniti dal Servizio Statistica della Regione Sicilia, elaborati su dati Istat, si nota come purtroppo la situazione sia drammatica. In soli 5 anni, dal 2008 al 2012, nel settore agricoltura, silvicoltura e pesca il calo è stato da 1.400 a 1.200 addetti, nel settore industria da 2.600 a 2.000 (di cui una grossa fetta dipende dal calo nelle costruzioni, da 1.500 a 8.000). Non va meglio neppure per quel che riguarda commercio, alberghi e ristoranti dove il calo è stato da 2.800 a 2.700 unità. Tali cifre, tuttavia non devono creare sconforto. Devono farci soffermare a riflettere su quello che è possibile fare per il bene di questo territorio. Dalla crisi – aggiunge Tumbarello – si esce solo se si da un forte impulso al rinnovamento del sistema economico e se si riesce a collocarsi su quelli che sono i principali filoni di sviluppo”.

E uno dei filoni principali sui quali puntare nel trapanese è senza dubbi quello del turismo. “Si tratta, infatti, di un settore che vede la nostra provincia segnare un 7,2 per cento di crescita di presenze nel primo semestre 2013 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo risultato deve essere considerato però solo un punto di partenza. Dobbiamo pensare a quello che il turismo può dare al territorio come indotto. Il lavoro crea sempre altro lavoro. Sta a noi e alle istituzioni preposte – conclude il segretario generale Uil Trapani – dare il giusto sostegno affinché le risorse del Trapanese siano valorizzate e non sprecate”.

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