ESPOSIZIONE DEL CROCIFISSO NELLA SALA CONSILIARE DEL COMUNE DI MARSALA

Premesso che:

  • La storia del Nostro Paese è legata storicamente e culturalmente alla religione cattolica cristiana, l’unica direttamente citata nella nostra Costituzione, seppur tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge;
    • Testimonianze delle nostre radici cristiane emergono e sono evidenti nella nostra storia, nelle nostre città, nella nostra arte, nella nostra letteratura, nei nostri monumenti;
    • Il Crocifisso, simbolo della religione cristiana, assume senso simbolico non solo per il suo significato intrinseco religioso e spirituale, ma anche perché riconosciuto veicolo di messaggi dall’alto valore culturale e morale, in quanto il Cristianesimo è innegabilmente parte della storia, del pensiero e della tradizione italiana ed europea;
    • Il Crocifisso, simbolo di pace, solidarietà, tolleranza, fratellanza e giustizia, è presente nelle scuole, nei tribunali, negli ospedali, nelle aule consiliari comunali, nei siti istituzionali ed anche in altri luoghi pubblici, in quanto sintetizza i valori e i principi sui cui poggiano, a livello storico, gli albori della cultura europea;
    • la presenza del Crocifisso nella Sala Consiliare del Comune di Marsala non lede il principio della laicità dello Stato, giacché autentica e credibile è quella laicità che riconosce il messaggio proveniente dalle antiche e comuni tradizioni spirituali su cui, indiscutibilmente, si fonda l’humus culturale italiano ed europeo ed è cosa ben differente dal laicismo di stampo sterilmente e vacuamente anti-cristiano e anti-clericale;

Tenuto conto che:
• il parere del Consiglio di Stato n. 63 del 1988 ha affermato che «il crocifisso o più semplicemente la croce, a parte il significato per i credenti, rappresenta il simbolo della civiltà e della cultura cristiana nella sua radice storica come valore universale, indipendente da specifica confessione religiosa»;
• il parere del Consiglio di Stato n. 556 del 2006, nel quale lo stesso Consiglio ha affermato che «in Italia, il Crocifisso è atto ad esprimere, appunto in chiave simbolica ma in modo adeguato, l’origine religiosa dei valori di tolleranza, di rispetto reciproco, di valorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti, di riguardo alla sua libertà, di autonomia della coscienza morale nei confronti dell’autorità, di solidarietà umana, di rifiuto di ogni discriminazione, che connotano la civiltà italiana. Questi valori, che hanno impregnato di sé tradizioni, modo di vivere, cultura del popolo italiano, soggiacciono ed emergono dalle norme fondamentali della nostra Carta costituzionale, accolte tra i “Principi fondamentali” e la Parte I della stessa, e, specificamente, da quelle richiamate dalla Corte costituzionale, delineanti la laicità propria dello Stato italiano. Il richiamo, attraverso il Crocifisso, dell’origine religiosa di tali valori e della loro piena e radicale consonanza con gli insegnamenti cristiani, serve dunque a porre in evidenza la loro trascendente fondazione, senza mettere in discussione, anzi ribadendo, l’autonomia (non la contrapposizione, sottesa a una interpretazione ideologica della laicità che non trova riscontro alcuno nella nostra Carta fondamentale) dell’ordine temporale rispetto all’ordine spirituale, e senza sminuire la loro specifica “laicità”, confacente al contesto culturale fatto proprio e manifestato dall’ordinamento fondamentale dello Stato italiano»;
• il suddetto pronunciamento del Consiglio di Stato così conclude: «Si deve pensare al Crocifisso come ad un simbolo idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili sopra richiamati, che sono poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato. Nel contesto culturale italiano, appare difficile trovare un altro simbolo, in verità, che si presti, più di esso, a farlo»;

Considerato che:
• il 18 marzo 2011 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con sentenza d’appello definitiva, ha assolto l’Italia dall’accusa di violazione dei diritti umani per l’esposizione del crocifisso nella aule scolastiche, affermando che la cultura dei diritti dell’uomo non deve essere posta in contraddizione con i fondamenti religiosi della civiltà europea, a cui il cristianesimo ha dato un contributo essenziale.
La Corte ha evidenziato inoltre che, secondo il principio di sussidiarietà, è doveroso garantire ad ogni Paese un margine di apprezzamento quanto al valore dei simboli religiosi nella propria storia culturale e identità nazionale e quanto al luogo della loro esposizione; in caso contrario, in nome della libertà religiosa si tenderebbe paradossalmente, invece, a limitare o persino a negare questa libertà, finendo per escluderne dallo spazio pubblico ogni espressione.
Il crocifisso, in particolare, non viene considerato dai giudici di Strasburgo un elemento di indottrinamento, di violazione dei diritti dell’uomo, ma espressione dell’identità culturale e religiosa dei Paesi di tradizione cristiana;
• la sentenza della Corte Europea, quindi, presenta il Crocifisso come simbolo e segno dal carattere non esclusivamente o unicamente religioso e spirituale ma anche «…identitario […], frutto e simbolo dell’evoluzione storica della comunità italiana e di un’antichissima ed ininterrotta tradizione ancora oggi attuale e fondata sui principi e sui valori democratici e umanitari delle civiltà occidentali».

Il Consiglio Comunale impegna
il Sindaco e la Giunta Comunale

ad esporre nella sala del Consiglio Comunale di Marsala, luogo della più alta rappresentanza istituzionale della Città, il Crocifisso, quale simbolo universale dei valori di libertà, uguaglianza, tolleranza e rispetto per la Persona, segno fondamentale dei valori religiosi nella storia, nella tradizione e nella cultura del Nostro Paese.

         I consiglieri comunali

               Letizia Arcara

               Oreste Alagna

Condividi
Aggiungi ai preferiti : permalink.