Il fenomeno del suicidio, è sempre esistito e purtroppo rimane di grande attualità.
Per suicidio si intende l’atto col quale un individuo si procura volontariamente e consapevolmente la morte, è il gesto autolesionistico più estremo, tipico in condizioni di grave disagio o malessere psichico particolarmente in persone affette da grave depressione e disturbi mentali, che possono essere determinati anche da cause o motivazioni strettamente personali, condizioni sociali ed economiche, delusioni amorose, condizioni di salute ecc..
Il famosissimo sociologo Durkheim (1897) passato alla storia come il primo grande sociologo empirico, nel suo libro “Le suicide” sottolinea che le scienze sociali possono prendere in esame un importante problema sociale. L’autore scelse il suicidio per precisi motivi: Il termine “suicidio” è facile da definirsi (anche se, in seguito, egli stesso dimostrerà che ciò non è sempre vero) e su questo argomento erano disponibili diverse statistiche in merito.
Una giovane marsalese di 17 anni si è privata della vita attraverso l’arma da fuoco del padre finanziere, sempre nello stesso giorno un disoccupato di Scaletta Zanclea, nel messinese, ha posto fine ai propri giorni per disperazione. Motivi diversi, ma cosa può portare una persona a compiere un gesto così estremo? Dovremmo riflettere a fondo sull’argomento e cercare di dare un aiuto a questa società che vive un malessere profondo e che spesso compie atti dai quali non può tornare indietro, non tralasciando l’atto compiuto come una brutta notizia da archiviare, ma come un richiamo morale che tutti dovremmo sentire.

Annalisa Di Bernardo
Ass. Sociale