ANCORA MORTI IN MARE….

Circa 70 migranti risultano dispersi nel naufragio di un gommone avvenuto nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. La notizia, resa dalle testimonianze di alcuni superstiti, è stata confermata dalla procura di Catania che ha aperto in merito un’inchiesta.
Non finisce qui, sarebbero, infatti, tutti morti a causa di asfissia, i 45 uomini, tutti di origine sahariana, rinvenuti nella stiva del barcone attraccato a Pozzallo contenente 566 passeggeri sopravvissuti alla tragica traversata.
Queste ennesime tragedie dimostrano che i rifugiati non hanno altra possibilità se non rischiare la vita nella traversata del Mediterraneo per cercare rifugio da guerre e dalla povertà. L’Onu ribadisce la necessità che i governi forniscano urgentemente alternative legali ai pericolosi viaggi della sopravvivenza, quali ad esempio il reinsediamento, l’ammissione per ragioni umanitarie e l’accesso agevolato al ricongiungimento familiare, così permettendo alle persone disperate un rifugio e la possibilità di cercare e trovare aiuto e asilo.

 

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